Si sente tanto parlare di Superbonus 110%, una cifra che fa quasi pensare di poter ristrutturare casa gratis ma, ahimè, non è (ovviamente) esattamente così. Facciamo dunque chiarezza sul Superbonus 110%, una delle misure inserite nel decreto rilancio e prorogate per tutto il 2021. Ti spiegheremo innanzitutto quali lavori specifici rientrino nella detrazione fiscale e quali invece non siano ammissibili.
Cos’è il Superbonus 110?
Si tratta di una misura introdotta con il Decreto n.34/2020 (Decreto Rilancio, art. 119) poi convertito in Legge n. 77/2020. Il Superbonus 110% permette di realizzare interventi edilizi per il miglioramento energetico degli edifici già esistenti (Ecobonus) e per la messa in sicurezza dal rischio sismico (Sismabonus) ottenendo uno sconto fiscale del 110%. Di seguito faremo vedere tutte le novità del Superbonus 110%, dai lavori ammessi ai requisiti, dai limiti dispesa ai beneficiari così come stabilito dalla Legge di Bilancio 2021.
Superbonus del 110%: come funziona
Grazie a questo incentivo i beneficiari che eseguono lavori di ristrutturazione dal 1° luglio 2020 fino al 31 dicembre 2022 (in alcuni casi fino al 2023) possono contrare su una detrazione del 110% delle spese sostenute per gli interventi. Il superbonus si può applicare sulle prime e seconde case non di lusso.
Sarà possibile ottenere una detrazione del 110% sulle spese sostenute per chi effettuerà una detrazione del 110% sulle spese sostenute per chi effettuerà interventi di isolamento termico, sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale e riduzione del rischio sismico nei propri condomini o abitazioni singole. La detrazione fiscale del 110% vale per i lavori effettuati a partire dal 1° luglio 2020 con scadenze differenziate in base ai soggetti che li attuano:
- per i lavori in condominio c’è tempo fino al 31dicembre 2022 senza che sia necessario eseguire il 60% dei lavori entro giugno 2021;
- per i lavori nelle ex case IACP il termine scade il 30 giugno 2023;
- per le persone fisiche proprietarie di palazzine intere composte da 2 a 4 unità immobiliari, c’è tempo fino al 31 dicembre 2022 per effettuare i lavori ma solo se entro il 30 giugno 2022 avranno realizzato almeno il 60% dei lavori;
- per gli interventi effettuati dai singoli contribuenti e le ex case IACP, per i quali entro il 30 giugno 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 60% dell’intervento complessivo, la detrazione del 110% spetta anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022, viceversa scade il 30 giugno 2022.
A seconda dell’anno di sostenimento della spesa cambia la suddivisione della detrazione negli anni:
- per le spese sostenute nel 2020 e nel 2021 la detrazione va suddivisa in 5 rate di pari ammontare. Ad esempio, per una spesa di 10.000 euro, si ottengono 11.000 euro di detrazione pari a 2.200 euro annui da recuperare nelle 5 dichiarazioni dei redditi presentate a partire dall’anno di esecuzione dei lavori;
- per le spese effettuate nel 2022 la detrazione deve essere ripartita in 4 rate di pari ammontare. Ad esempio, per una spesa di 10.000 euro gli 11.000 euro di detrazione si recuperano in rate da 2.750 euro dalla dichiarazione presentata nel 2023 e per i 3 anni successivi.
Superbonus del 110%: i requisiti accesso
Per poter usufruite del Superbonus al 110% sono richiesti alcuni requisiti di accesso o per meglio dire dei vincoli:
il bonus viene erogato solo se garantisce un miglioramento di almeno 2 classi energetiche e, se non possibile, di una sola ma la più alta raggiungibile. L’aumento delle classi energetiche deve essere certificato da un Attestato di prestazione energetica (APE) rilasciato da un tecnico abilitato.
Il bonus viene erogato se gli interventi contribuiscono alla riduzione del rischio sismico. In questo caso l’unico requisito richiesto è che le abitazioni si trovino nella zona sismica 1, 2 o 3. Importante sottolineare che in caso di adeguamento antisismico è possibile usufruire di una detrazione del 905 sull’acquisto di una polizza assicurativa anticalamità.
Superbonus del 110%: Limiti di Spesa
Per ogni tipo di intervento ci sono limiti di spesa che variano in base alla tipologia dell’edificio.
Limiti di spesa per gli interventi trainanti
Tra i cosiddetti interventi trainanti figurano quelli legati al cappotto per migliorare l’isolamento termino e quelli legati al cambio degli impianti di climatizzazione. Vediamo quindi nel dettaglio quali sono i tetti di spesa previsti per questa tipologia di interventi.
Isolamento termico (cappotto):
- per gli immobili unifamiliari o indipendenti all’interno di edifici plurifamiliari, il limite massimo è di 50.000 euro;
- per gli edifici da uno a otto unità immobiliari, il limite di spesa è di 40.000 euro euro per ogni unità;
- se gli edifici hanno più di otto unità, la spesa massima detraibile è di 30.000 euro per ogni unità.
Sostituzione impianti di climatizzazione:
- per gli edifici unifamiliari o indipendenti all’interno di un immobile plurifamiliare, la detrazione massima è di 30.000 euro;
- gli interventi sulle parti comuni danno diritto a una detrazione massima di 20.000 euro per ogni unità se l’edificio ha sino a otto unità.
- se l’edificio ha più di otto unità, il tetto massimo per unità è 15.000 euro.
Tetti di spesa per gli interventi trainati
Ecco invece le soglie di spesa previste per quelli che vengono definiti interventi trainati:
- per l’installazione di impianti fotovoltaici il massimale è di 48.000 euro per singola unità immobiliare, con limite di spesa di 2.400 euro per kW ora. Il limite scende a 1.600 euro ogni kW ora in caso di demolizioni, ricostruzioni o nuove costruzioni;
- per l’installazione dei sistemi di accumulo il massimale per singola unità è di 48.000 euro, con limite di 1.000 euro per kW ora, e comprende la spesa per l’impianto fotovoltaico e il costo del sistema di accumulo integrato;
- per la sostituzione delle vecchie finestre la detrazione massima è di 60.000 euro per abitazione
Limiti di spesa per gli interventi antisismici
Per quanto riguarda il Sismabonus, invece, il tetto massimo di spesa per gli interventi antisismici sulle parti strutturali dell’edificio resta di 96.000 euro. Se, al posto della detrazione, si decide di cedere il credito a un’impresa di assicurazione con la contestuale stipula di una polizza a copertura del rischio di eventi calamitosi, la detrazione sale dal 19% al 90%. Gli interventi relativi al Sismabonus devono essere asseverati da professionisti incaricati della progettazione strutturale, direzione dei lavori delle strutture e collaudo statico secondo le rispettive competenze professionali, e iscritti ai relativi Ordini o Collegi professionali di appartenenza.
Superbonus 110%: come riceverlo
Come detto, per accedere al maxisconto finale la classe energetica dell’immobile deve migliorare di due classi. Se non fosse possibile, anche solo di una mala più alta raggiungibile.
Il Superbonus 110% (per il miglioramento energetico degli edifici già esistenti anche detto Ecobonus) si riceve sotto forma di credito d’imposta da detrarre in cinque anni e in cinque quote di pari importo. In alternativa, si ottiene tramite lo sconto in fattura o la cessione del credito. Entrambe le soluzioni consentono di realizzare i lavori quasi a costo zero.
Sconto in fattura
Si cede il credito d’imposta all’impresa che realizza i lavori e che scala dal conto finale il 100% dell’importo pagato per gli interventi effettuati. L’impresa può usufruire del credito oppure cederlo a un terzo soggetto, ma il contribuente perde il 10% di differenza.
Cessione crediti
La detrazione 110% può essere ceduta a una banca o a un intermediario finanziario che, a loro volta, possono trasferirlo a terzi. La cessione può essere comunicata dal contribuente all’Agenzia delle Entrate, altrimenti ci si deve rivolgere a un CAF o a un professionista abilitato, che dovranno apporre un visto di conformità. Per quanto riguarda il Sismabonus (la messa in sicurezza dal rischio sismico), se il credito viene ceduto a un’assicurazione e, contestualmente si stipula una polizza contro il rischio di calamità, si può detrarre il 90% del costo della polizza.